Girare il volante non basta: in curva, si devono gestire forze fisiche diverse e contrastanti. Per affrontare al meglio ogni tipo di curva occorre conoscere le traiettorie, applicare le tecniche di guida e utilizzare correttamente mani, piedi e sguardo.
Il primo elemento da considerare per affrontare la curva nel modo più corretto è il raggio: dal raggio di curva dipendono la velocità limite di percorrenza e la traiettoria più sicura. Infatti, la forza centrifuga che agisce sul veicolo è inversamente proporzionale al raggio di curva, quindi: maggiore è il raggio di curva, minore è l’effetto della forza centrifuga.
In una curva ampia, la spinta verso l’esterno è di scarsa intensità. Si affronta con una sterzata leggera e risulta poco impegnativa per gli pneumatici, che utilizzano poca aderenza trasversale per contrastarne gli effetti. Il budget di aderenza residuo (abbondante) può quindi essere “speso” in velocità. Sulla pista sperimentale di Nardò (nella foto), 2 km di raggio, le vetture possono raggiungere velocità superiori ai 300 km orari!
Al contrario, minore è il raggio di curva, maggiore è l’effetto della forza centrifuga. In una curva stretta, gli pneumatici devono utilizzare la maggior parte della loro capacità di aderenza per contrastare efficacemente l’intensa forza centrifuga. Resta pochissima aderenza residua: il rischio di ribaltamento è elevato, dobbiamo ridurre la velocità.
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